Come proteggersi dallo spam: guida pratica per non diventare “spammer”

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Stop allo SpamCos’è lo spam, ormai lo sappiamo tutti: sono quei messaggi indesiderati, ovvero non richiesti, che ogni giorno intasano la nostra casella di posta. Il fenomeno ha ormai assunto proporzioni preoccupanti, se pensiamo che la stragrande maggioranza del traffico email mondiale, consiste in messaggi di spam. Questo comporta tutta una serie di problemi, sia lato utente che lato Isp (Internet Service Provider). Se per un utente lo spam si “limita” ad essere una mera scocciatura (non è certo divertente, ricevere 2 messaggi buoni e 18 di spam, costringendoci a fare una quotidiana selezione), lato Isp, ovvero lato fornitore di posta elettronica, il problema arreca un danno economico non indifferente, che difficilmente può essere risolto.

Secondo le ultime ricerche, si è appurato che all’incirca il 90% dei messaggi circolanti nella rete è spam.

Proviamo a fare due conti (assolutamente empirici, ovvero con cifre indicative): se le percentuali suddette sono corrette (e purtroppo, pare lo siano), significa che su 10 messaggi, 9 sono da considerarsi spam. Ipotizzando (per assurdo, e per fare un esempio semplice) che un singolo server di posta sia in grado di processare una sola email, significa che un fornitore di posta elettronica, è costretto a mantenerne 10, di cui 9 dedicati solo a gestire lo spam. Questo comporta un costo iniziale dovuto all’acquisto del “ferro” (server, switch di rete, cavi, storage, ecc), nonchè un costo costante e prolungato in termini di consumi di corrente, banda, manutenzione e quant’altro. In buona sostanza, il 90% delle risorse mondiali viene letteralmente sprecato, a causa dello spam. Inutile sottolineare che questo arreca, in subordine, anche un danno ambientale (smaltimento componentistica, consumo di corrente, produzione di calore, ecc).

Queste argomentazioni sono state ormai ampiamente trattate…quindi non stiamo dicendo niente di nuovo, ma quello di cui spesso non si parla, è di chi sono i complici (seppure involontari). Sicuramente la colpa è quasi totalmente degli spammer, che fanno di questa attività un business alquanto lucroso, ma non solo, la colpa è anche nostra, la colpa è anche degli utenti. Vediamo di capire perchè, iniziando con una semplice domanda: quanti di voi hanno ricevuto sms pubblicitari, non richiesti, sul proprio cellulare ? pochi, e sicuramente con numeri decisamente inferiori a quelli poc’anzi citati, ma perchè? la risposta è variegata, ma tuttavia semplice: non distribuiamo con tanta facilità il nostro numero di telefono. Il primo problema, quindi, è culturale. Consideriamo il nostro numero di telefono come un dato riservato, da cedere solo a persone fidate o comunque per precisi scopi (lavoro, ecc), mentre non ci preoccupiamo di gestire con la stessa cura il nostro indirizzo email. Eppure dovremmo farlo, il nostro indirizzo email è un dato prezioso, che aumenta di valore nel tempo. Difatti, se il nostro indirizzo è attivo da molto tempo, tutti i nostri amici, conoscenti e quant’altro, hanno quel riferimento per contattarci, e cambiarlo…non sarebbe certo semplice.

Nonostante questo, la maggior parte delle persone tende a rilasciare con troppa leggerezza il proprio riferimento email, postandolo nei forum, inserendolo senza un minimo di precauzione in pagine web di ogni tipo, ecc, ecc. Ok, individuata una parte del problema, vediamo quali possono essere delle precauzioni basilari per evitare che il nostro indirizzo email diventi “carne” da macello.

– Posta elettronica:

alzi la mano chi non ha ricevuto, almeno una volta, una delle famosissime catene di S.Antonio. Questo tipo di catene, sono un vera manna per gli spammer. Primo, perchè molti utenti hanno la PESSIMA abitudine di mettere tutti i destinatari delle proprie email, in copia conoscenza (cc) visibile, invece di utliizzare la modalità nascosta (ccn), succede quindi che quando ricevete (o inviate) una mail a numerosi contatti, tutti gli indirizzi email saranno visibili a chiunque la riceve….e più la mail gira per la rete, maggiore diventa il database degli indirizzi…e se questa email finisce nelle mani sbagliate ? prendiamo quindi l’abitudine di inserire tutti i destinatari in copia nascosta (è un’opzione disponibile in pressocchè tutti i client di posta), e pretendiamo che i nostri contatti facciano lo stesso. Basta spedire email con decine o centinaia di contatti in bella vista!

– Forum, blog, e siti in generale:

evitiamo di inserire il nostro indirizzo email ovunque, con messaggi del tipo “per favore, contattami all’indirizzo pippo@topolinia.com”. Se proprio non possiamo farne a meno, utilizziamo delle piccole precauzioni, ad esempio, scriviamo:

* pippo(chiocciola)topolina.com
* pippoATtopolina(punto)com

insomma, non mettiamo l’indirizzo per esteso. Perchè? perchè gli spammer utilizzano dei software denominati “spambot“, i quali sono dei veri e propri software di scansione della rete, che setacciano la rete memorizzando tutti gli indirizzi email che riscontrano e fornendo agli spammer un elenco molto ricco, da utilizzare per spedire spam. Se invece è possibile utilizzare sistemi di contatto diretto, differenti dal pubblicare il proprio indirizzo, allora vediamo di utilizzarli. Per esempio, in molti forum è disponibile l’opzione “mp” (“pm” in inglese), ovvero un sistema di contatto diretto tramite messaggi privati (appunto, “mp”). Quindi, se ad esempio volete ricevete dei contatti da altri utenti…invece di mettere in bella mostra il vostro indirizzo email, limitatevi a dire “mandatemi un messaggio privato”. Stabilita poi il contatto, potrete anche valutare di scambiare (con contatti fidati) i vostri indirizzi email. Ultima nota: se non siete convinti di questa argomentazione, provate banalmente a fare una ricerca su Google, ad esempio inserendo come parole di ricerca “scrivete a:”. Questo vi darà una panoramica, seppur minima, di quanto stiamo discutendo qui.

Un ultima precauzione utile, sarebbe quella di non utilizzare nomi troppo semplici e/o banali, poichè alcuni spammer effettuano una campionatura su dizionario e/o lista di nomi. Per esempio, potrebbero attingere dai dizionari italiani (e in altre lingue), copiando tutte le parole a senso compiuto o ancora utilizzare gli elenchi telefonici presenti in rete (oggi, anche per effetto delle normative sulla privacy, questo è meno facile). Una volta creata una lista, sarà sufficiente aggiungere il dominio su cui si vuole inviare spam. Per esempio, poniamo che uno spammer prenda uno dei cognomi più diffusi, come può essere “Rossi” o “Bianchi”, a tale cognome non fà altro che aggiungere le estensioni dei vari servizi di posta come yahoo, hotmail, email, ecc., ottenendo una lista di possibili bersagli per i messaggi. Naturalmente, una volta creato un dizionario di parole e/o nomi, si possono generare migliaia di combinazioni, ottenendo liste di invio molto cospiucue.

3 commenti

  1. impossibile trovare l’host”pop3″verificare che il nome immesso per il server sia corretto.Account:’pop3,protocollo:pop3,porta:110,protezione ssl,no,errore socket:11001,numero di errore;0x800ccc0d. Gentilmente potete riparare questo problema,ed eliminarlo?Io non sono riuscito a risolverlo.Grazie anticipatamente a tutto lo staff.Gaetano

  2. e-mail puo servire nei momenti più necesari infatti un mio amico c’e’ la e pure io lo voglio avere però io sono indeci però per concludere e molto bello

  3. e-mail e molto bello e in fine serve bene

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