marco

Microsoft windows free!

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Tutto ebbe inizio in un uggioso e cupo sabato di autunno. Ancora con le  mani sordide di mosto d’uva, mi accingevo ad aggiornare linux sul mio bel portatile toshiba portegè R100, quando per errore inserii nel lettore il CD errato.

Può un CD farti perdere una marea di tempo e un pò di soldi? Può qualche grammo di plastica e polvere di ferro fare tutto questo? Ebbene si, soprattutto se il quel CD avevi inserito tutti gli ingredienti per aggiornare il BIOS del proprio portatile.
Mentre tutte le procedure di ripristino del portatile fallivano miseramente, la rassegnazione cresceva, ed insieme a lei, aumentavano anche le endorfine, per prepararsi alla fucilata causata dal prezzo di un nuovo portatile.
Ho provato ad effettuare una configurazione online di 2 o 3 portatili toshiba; quindi sceglievo io la CPU, la memoria, la garanzia, la batteria ecc. Peccato che tutti avessero un minimo denomiatore comune, il sistema operativo made in Microsoft.
“Bene”, mi dissi – “sicuramente ci sara’ l’apposita voce per deselezionare il sistema operativo”… dopo una lunga ed estenuante ricerca la risposta era sempre e solo una. No.
Perchè dovrei regalare i soldi alla vecchia cara Microsoft per un sistema operativo che non voglio utilizzare e che non utilizzerò mai? Perchè toshiba (cito lei perchè ho tale portatile, ma le dovrei citare tutte le pincipali compagnie produttrici di computer) mi obbliga ad acquistare una licenza di Windows 7?
Chi vuoi che lo sappia meglio di toshiba? Allora mi precipito a contattare tramite email il supporto tecnico italiano di toshiba, chiedendo delucidazioni in merito.

Mentre aspettavo una risposta,  mi sono documentato riguardo la vendita di portatili privi di sistemi operativi (oppure con sistemioperativi gratuiti), e qualcosa a dir la verita’ l’ho trovata (per fortuna :-). Se ad esempio non si cerca un portatile particolare, ma e’ sufficiente  “un portatile”, allora penso che non sia troppo difficile non pagare inutilmente una licenza Microsoft all’acquisto del prodotto.
Ad esempio questo sito ti permette di trovare diversi negozi in Italia che vendono portatili senza software proprietario, quindi tu pagherai solo il portatile vero e roprio (l’hardware) e non anche un sistema operativo che non desideri e che non vuoi utilizzare; e che spesso è colmo di applicativi pesanti, a pagamento ed inutili (chi ha detto nero, norton,office e compagnia bella? ). Spesso il nuovo portatile appena acquistato risulta lento e pachidermico proprio per colpa di tali applicativi (oltre il danno la beffa eheh).

L’ADUC, Associazione per il Diritto degli Utenti e Consumatori, il 27 ottobre 2005 domando’ all’antitrust (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) delucidazioni in merito, ovvero sulla posizione di Microsoft – essendo il fornitore del sistema operativo in discussione – e sulla posizione dei più importanti produttori di personal computer (ACER, ASUS, COMPAQ, DELL, FUJITSU-SIEMENS, HP, IBM, PACKARD BELL, SONY, TOSHIBA). L’antitrust sentenzio’:

“Dalle informazioni raccolte -continua l’Autorita’ garante della Concorrenza e del Mercato- e’ inoltre emerso che sul mercato vi sono imprese che offrono prodotti che non installano tale sistema operativo e che comunque i consumatori possono rifiutare l’installazione di Windows e ricevere un rimborso”.

Tale sentenza, indica due cose, la prima: in sostanza Microsoft e’ stata assolta dall’accusa di obbligare l’acquirente ad utilizzare un proprio sistema operativo. Questa sentenza penso sia giusta, poichè sulla carta Microsoft non obbliga i produttori di computer e gli utenti, ad inserire sul proprio computer il sistema operativo made in Redmond. Inoltre la sentenza aggiunge che sul mercato vi sono produttori che utilizzano sistemi operativi diversi (vero, come citato prima), quindi non vi e’ neppure un caso di monopolio.
La seconda parte della sentenza dell’antitrust indica che l’utente può rifiutare l’installazione di Windows e chiederne il rimborso! Ed è qui il pezzo forte, sembra quasi una sciocchezza, ma non lo e’ affatto. In  questa occasione noi consumatori siamo stati tutelati grazie all’intervento dell’ADUC. Quindi anche se costretti ad utilizzare un sistema operativo a pagamento, siamo liberi di chiederne il giusto rimborso.
La mia speranza è che non sia questa una singola goccia in un vasto mare, ma che noi consumatori possiamo segliere già al momento dell’acquisto cosa si voglia e cosa non si voglia acquistare.

Quindi ci possiamo ritenere completamente soddisfatti di questa sentenza! Si.. beh… non proprio. Nel senso che tu nell’atto dell’acquisto del portatile DEVI in ogni caso acquistare la licenza Windows, e POI chiederne il rimborso tramite una lunga ed estenuante trafila burocratica. Prendo come esempio la procedura di rimborso proposta sul sito della ACER (di eccellenza in questo caso), che almeno ha pubblicato sul sito la procedura per richiedere il rimborso:

Una volta compilato il documento, bisogna inviarlo assieme a:

  • Prodotto (!?!?)
  • CD del solo sistema operativo (se fornito in origine da Acer), ad esclusione dei CD di Norton Antivirus e di eventuali altri software concessi con licenza Trial o in uso gratuito
  • Copia del documento d’acquisto del prodotto (la richiesta di rimborso non può essere accettata se la stessa avverrà dopo che siano trascorsi 30gg dalla data d’acquisto).

Il primo punto è molto “user friendly” come si dice oggigiorno. Riassumendo la procedura, io devo impacchettare il mio portatile nuovo, pagare le spese di spedizione (andata/ritorno), recarmi in posta e spedirlo all’assistenza (pregando che le poste non lo smarriscano). Tanto qua con i portatili ci giochiamo, tanto acquistiamo un portatile solo per navigare su facebook e youtube. Anche se non lo utilizziamo per n giorni, non ce ne importa nulla vero? La cosa simpatica è che sono loro che ci obbligano a seguire questa insulsa procedura, ovvero acquistare il sistema operativo e poi chiederne il rimborso.
Ma quante persone hanno tempo e voglia di chiedere il dovuto rimborso? 10 persone su 1000? Loro hanno comunque venduto piu’ licenze windows di quante ne avrebbero vendute se l’utente avesse potuto scegliere durante l’acquisto. Non sarebbe più semplice per noi poter scegliere di non acquistare il sistema operativo durante l’acquisto del portatile? Per noi si, ma molto probabilmente per loro no.
Ma non e’ ancora finito:

  • I costi di spedizione del prodotto da e per il Centro Assistenza Acer saranno a suo carico.
  • Una volta effettuato il rimborso, la garanzia software del prodotto in questione decadrà.
  • Acer effettuerà un rimborso pari al valore del sistema operativo dato in dotazione con il prodotto Acer (tale valore Le sarà comunicato dall’operatore del Call Center al momento della richiesta).

Ok per il punto 2, non essendoci il sistema operativo su cosa mi devi fare supporto? Ok per il punto 3, di sicuro non mi danno più soldi del valore della licenza…
Ma il punto 1  non è che mi sia proprio congeniale. Torniamo al discorso di prima. Tu produttore di computer mi obblighi ad acquistare Windows e poi per essere rimborsato, mi obblighi a privarmi del portatile per almeno almeno 5 giorni lavorativi (piu’ quelli di spedizione) e in piu’ le stesse spese di spedizione sono sempre io che me le devo pagare. Purtroppo non stiamo spedendo una lettera da 60 centesimi, ma un portatile che puo’ anche costare 1.000 euro, quindi un bel pacchetto tutto bello imbottito e pacioccoso lo bisogna pur fare!

La procedura di dover spedire il portatile e privarcene per X giorni (e sobbarcandocene le spese) e’ quantomeno una forzatura del venditore verso il consumatore. Ci puo’ allora venire in aiuto questa lettera predisposta dall’ADUC, spedendo la quale si puo’ evitare di inviare il portatile per chiedere il recesso del contratto di Microsoft, dichiarando la nostra non accettazione della licenza del sistema operativo (ovvero la non accettazione dell’ EULA – End User License Agreement), ed impegnandoci adi inviare solo gli eventuali CD:

Per quanto riguarda le modalita’ di restituzione del software vi esorto a comportarvi secondo buona fede e perciò di astenervi da condotte vessatorie ed ostruzionistiche, come stabilisce l’art. 1375 cc.
In particolare tengo a precisare che non intendo spedire il mio PC presso la vostra sede per la formattazione, poiché ho già provveduto ad installare altro software, e anche perché non è compito della vostra azienda di preoccupasi di ciò che è installato sul mio PC, compito che eventualmente sarebbe di competenza della Guardia di Finanza. Quindi sono disposto a mandare presso la sede da voi indicatami i CD [se forniti] in mio possesso, il bollino COA applicato al mio PC ed eventuali moduli da me firmati.
In difetto di tutto ciò saro’ costretto ad adire le vie legali.

Quindi in linea teorica basta questa raccomandata A/R per chiederne il rimborso, senza dover:

  1. spedire il pc e pagarne la spedizione di andata e ritorno
  2. privarsi del computer per diversi giorni
  3. chiedere il rimborso entro 30 giorni
  4. perdere tempo inutilmente

Effettivamente perche’ il produttore dovrebbe controllare il computer per verificare che io non utilizzi illegalmente un prodotto Microsoft? A quanto pare si autoelevano al rango di giudici.

Su internet ho addirittura letto alcuni utenti difendere tali produttori, dicendo qualcosa del tipo “Ma vuoi che xxx oppure yyy producano un portatile senza sistema operativo per giusto l’1% del mercato che lo vuole così? Non puoi punto.” Io gli rispondo con una fantastica frase he ho letto su questo sito

i consumatori vorrebbero poter scegliere “UN PC SENZA SISTEMA OPERATIVO” alla stregua di “UN VASO SENZA FIORI”; o perlomeno, i fiori vorrebbero poterli scegliere da soli!

Tornando al discorso del supporto toshiba: prima di tutto vorrei elogiarne il supporto, veloce e gentile 🙂
Li ho quindi contattati sia tramite email che tramite telefono, i quali purtroppo mi hanno confermato ciò che temevo, ovvero che non era possibile acquistare un prodotto toshiba senza sistema operativo Microsoft gia’ dalla partenza. Quindi quando comprero’  il portatile, spediro’ la lettera e vedremo cosa accadra’.

Se qualcuno ha maggiori informazioni riguardo tale problematica, lo esorto a scrivere.

Documenti utili:

causa dell’ADUC presso l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
lettera utile per richiesta rimborso licenza Microsoft Windows
sentenza del giudice di pace (da allegare alla richiesta di rimborso!)
se il produttore si opponesse, ecco una bozza di citazione da esporre al giudice di pace (IMPORTANTE)

ciao!

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